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30 dicembre, 2009

Tomorrow (Annie)


-1 giorno


Ecco il mio "domani"... tra le parole di una canzone

The sun'll come out tomorrow
Bet your bottom dollar that tomorrow
The sun'll come out
Tomorrow
There'll be sun!
Just thinking about tomorrow
Clears away the cobwebs and the sorrow
Till there's none
When I'm stuck with a day
That's gray and lonely
I just stick out my chin
And grin and say, ohh
The sun'll come out tomorrow
So you gotta hang on till tomorrow
Come what may...!
Tomorrow! Tomorrow! I love yah, tomorrow!
You're always a day away!  

Aspettando Capodanno


-2 giorni (un po' di musica...)

24 dicembre, 2009

Calendario dell'avvento - 24


24 Dicembre

"Io sono la luce del mondo"

Calendario dell'Avvento - 23

Il Natale di Martin
(Tolstoj)

In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso. Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, usava materiali di buona qualità e per di più non si faceva pagare troppo.
Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e Martin si era disperato al punto di rimproverare Dio. Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo. E Martin gli aprì il suo cuore.

"Non ho più desiderio di vivere" gli confessò. "Non ho più speranza".
Il vegliardo rispose: “La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi".
Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta cominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno.
E cosi accadde che una sera, nel Vangelo di Luca, Martin arrivò al brano in cui un ricco fariseo invitò il Signore in casa sua. Una donna, che pure era una peccatrice, venne a ungere i piedi del Signore e a lavarli con le sue lacrime. Il Signore disse al fariseo: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e non mi hai dato acqua per i piedi. Questa invece con le lacrime ha lavato i miei piedi e con i suoi capelli li ha asciugati... Non hai unto con olio il mio capo, questa invece, con unguento profumato ha unto i miei piedi".
Martin rifletté. Doveva essere come me quel fariseo. Se il Signore venisse da me, dovrei comportarmi cosi? Poi posò il capo sulle braccia e si addormentò.
All'improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. Non c'era nessuno. Ma senti distintamente queste parole:"Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io verrò".
L'indomani mattina Martin si alzò prima dell'alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, poi un acquaiolo. E poi un vecchio di nome Stepanic, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin che lo vide e continuò il suo lavoro.
Dopo aver dato una dozzina di punti, guardò fuori di nuovo. Stepanic aveva appoggiato la pala al muro e stava o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin usci sulla soglia e gli fece un cenno. “Entra - disse vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo".
"Che Dio ti benedica!" rispose Stepanic. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde.
"Non è niente" gli disse Martin. “Siediti e prendi un po' di tè".
Riempi due boccali e ne porse uno all'ospite. Stepanic bevve d'un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po'. Martin gli riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin continuava a guardar fuori della finestra.
"Stai aspettando qualcuno?" gli chiese il visitatore.
"Ieri sera" rispose Martin "stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse coi dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno mormorare: "Guarda in strada domani, perché io verrò".
Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance. "Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l'anima e per il corpo".
Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale. Mentre guardava fuori della finestra, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì un po' di pane e della zuppa. "Mangia, mia cara, e riscaldati" le disse.
Mangiando, la donna gli disse chi era: "Sono la moglie di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle.
Martin andò a prendere un vecchio mantello. "Ecco" disse. "È un po' liso ma basterà per avvolgere il piccolo".
La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. "Che il Signore ti benedica".
“Prendi" disse Martin porgendole del denaro per disimpegnare lo scialle. Poi l’accompagnò alla porta.
Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un'ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po', vide una donna che vendeva mete da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all'altra. Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente.
Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. "Lascialo andare, nonnina" disse Martin. "Perdonalo, per amor di Cristo.
La vecchia lasciò il ragazzo. "Chiedi perdono alla nonnina" gli ingiunse allora Martin.
Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: "Te la pagherò io, nonnina".
"Questo mascalzoncello meriterebbe di essere frustato" disse la vecchia.
"Oh, nonnina" fece Martin "se lui dovesse essere frustato per aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati? Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto a un giovane sconsiderato".
“Sarà anche vero" disse la vecchia "ma stanno diventando terribilmente viziati".
Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo sì fece avanti. "Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada".
La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme.
Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più a infilare l'ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale.
Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. Una voce gli sussurrò all'orecchio: "Martin, non mi riconosci?".
“Chi sei?" chiese Martin.
"Sono io" disse la voce. E da un angolo buio della stanza uscì Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola.
“Sono io" disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio. Sorrise. Anche il piccolo rise. Poi scomparvero.
"Sono io" ancora una volta la voce. La vecchia e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono.
Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse: Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste. In fondo alla pagina lesse:
Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me.
Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo.

23 dicembre, 2009

Risultati sondaggi dicembre

Ecco i risultati dei due sondaggi del mese:

1) Aiutate i vostri genitori nelle faccende domestiche?
- Si  (46%)
- No (2%)
- Qualche volta (40%)
- Solo quando mi va (14%)

2) Che cosa preferite fare nel tempo libero? (risposte multiple)
- Uscire (50%)
- Guardare la tv (16%)
- Leggere (83%)
- Scrivere (14%)
- Disegnare (16%)
- Giocare (48%)

Il sondaggio di gennaio lo trovate nella barra laterale (a destra).
Ciao

Calendario dell'Avvento - 22

22 Dicembre

Filastrocca di Natale
E' Natale, è Natale,
chi sta bene e chi sta male
c'è chi mangia il panettone
lo spumante ed il torrone
ed invece in qualche terra
i bambini fan la guerra.
Caro mio bel Bambinello
fa' che il mondo sia più bello
e con gli uomini in letizia
tutti in pace ed amicizia.
Ad ognuno fai trovare
ogni giorno da mangiare.
Della neve ogni fiocco
tu trasformalo in balocco
che poi cada lì vicino
ad ogni piccolo bambino.
Manda a tutti il proprio dono
e fammi essere più buono.

21 dicembre, 2009

Mercatino della Solidarietà

21 Dicembre

BRAVISSIMI!!!

Con i nostri lavoretti abbiamo guadagnato ben 405,00 Euro!
Con i soldi raccolti dalle tre scuole, riusciremo a realizzare  
una mensa per 400 bambini
Grazie a tutti i bambini e alle maestre, ma anche a genitori, nonni, zii, cugini, fratelli, parenti, amici e i tanti generosi sconosciuti che hanno comprato alle nostre bancarelle.

Ecco le nostre opere, accompagnate dal nostro "coro" natalizio

Calendario dell'Avvento - 20


20 Dicembre

Domani è il gran giorno!
Mettiamocela tutta per aiutare i bambini del Cameroun! 


19 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 19

19 Dicembre
Per Michela  
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa a metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e pensieri da uomo,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere Migliore...

18 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 18

18 Dicembre



17 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 17

17 Dicembre


Vuoi mandare la tua letterina a Babbo Natale?

Vai al seguente link:
http://www.santaclauslive.com/main.php?link=kirjoita_joulupukille&pid=2&kieli=eng

La risposta è assicurata!!!

16 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 16


16 Dicembre
 
 
 

 Jingle Bells
Dashing through the snow
In a one horse open sleigh
O'er the fields we go
Laughing all the way
Bells on bob tails ring
Making spirits bright
What fun it is to laugh and sing
A sleighing song tonight

Oh, jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh

A day or two ago
I thought I'd take a ride
And soon Miss Fanny Bright
Was seated by my side
The horse was lean and lank
Misfortune seemed his lot
We got into a drifted bank
And then we got upsot

Oh, jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh yeah

Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh

------------------
versione  (?)

15 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 15


Rudolph, the red-nosed reindeer
15 Dicembre

Per la mia cuginetta Giulia... 


Rudolph, the red-nosed reindeer
had a very shiny nose.
And if you ever saw him,
you would even say it glows.

All of the other reindeer
used to laugh and call him names.
They never let poor Rudolph
join in any reindeer games.

Then one foggy Christmas Eve
Santa came to say:
"Rudolph with your nose so bright,
won't you guide my sleigh tonight?"

Then all the reindeer loved him
as they shouted out with glee,
Rudolph the red-nosed reindeer,
you'll go down in history!




Rudolph, la renna dal naso rosso aveva un naso brillante. E se l'aveste visto, Avreste persino detto che "luccica!". Tutte le altre renne ridevano di lui e gli davano dei soprannomi. Non hanno mai lasciato partecipare il povero Rudolph a nessuno dei giochi delle renne. Poi una nebbiosa vigilia di Natale, Babbo Natale venne a dirgli: "Rudolph con il tuo naso tanto brillante, guideresti la mia slitta stanotte?". Allora tutte le renne lo amarono mentre gridavano di gioia, Rudolph, renna dal naso rosso. Passerai alla storia!

14 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 14


14 Dicembre



Ecco gli ingredienti della mia torta preferita:
200 g di zucchero, 3 uova, 180 g di farina, 70 di fecola di patate, 80 g di olio di semi, 1 vasetto di yogurt, 1 bustina di lievito, un pizzico di sale
Sbattete le uova con lo zucchero. Mettete nel mixer il composto e unite a filo prima l'olio poi, pian piano, tutti gli ingredienti. Versate in una tortiera  e spolverate in superficie con zucchero di canna. Infornate a 180° per 40 minuti circa.
Buon appetito!!!

12 dicembre, 2009

Fantasia (seconda parte)

Un racconto fantastico

- Seconda puntata -

La Stella Blu

Sopra alla Grande Roccia c'era un sassolino luminoso e una frase:
"Questo è quello che cerchi. Prendilo e conservalo".
Dietro la roccia si aprì una porticina segreta, dove c'era la zucca. E poi una strana conchiglia illuminata di blu.
Ruby, incuriosito, la prese e se la mise in tasca. Poi prese il sasso, tagliò la zucca ed essa si illuminò e, finalmente, la roccia parlò:
"Il tempo è scaduto e tu hai superato le prove. Sei stato molto saggio perciò adesso ti aspetta la terza prova. Attento però: la terza prova è molto, ma molto più complicata di questa. Dovrai viaggiare nel futuro e trovare la Stella Blu. Ma non ti dovrai far riconoscere da nessuno, altrimenti rovinerai il tuo presente. Tieni - disse la roccia - questo manto ti renderà invisibile. Ma solo per 4 ore, perciò usalo solo in caso di emergenza".
Ruby si assicurò di aver preso il sassolino, ed entrò nel vortice temporale.
Quando arrivò era il tramonto e si mise in cammino per trovare la Stella Blu.
Dopo un'ora di cammino, vide il suo amico da grande, e si mise il mantello invisibile. Poi tirò fuori dalla tasca il sassolino. Questo si illuminò stranamente di blu e segnò una strada.
Ruby percorse quella strada per due ore, quando arrivòad un grande muro, come la rete all'inizio della sua avventura, un muro invisibile.
Siccome Ruby era invisibile, poteva vedere benissimo il muro. Però, il soffitto non c'era e Ruby prese la conchiglia illuminata di blu, e poi pronunciò delle parole che gli uscivano dalla bocca senza sforzo.
La conchiglia si spense per un secondo Poi dal pavimento spuntò un mattone che aveva impressa sulla sua superficie la forma di una conchiglia. Ruby mise la conchiglia dentro alla sagoma e nel cielo apparve la Stella Blu.
"Ruby! Ruby! Svegliati! Sono già la 8, sei in ritardo". 
Ruby disse: "Che sogno, ragazzi!".

NATALE

Il Natale è vicino
e con il suo manto luminoso
ricopre di felicità
le nostre vie.

L'inverno freddo e bianco
porta amore tra di noi.

Caldo e avvolgente Natale
accoglierai tutta la gente
o verrai come sempre inutilmente?

poesia di Susanna, Maria e Paolo

Calendario dell'Avvento - 13

13 Dicembre
S. Lucia
 Guardarsi alla specchio, e vedersi veramente.  Sorprendente!

Calendario dell'Avvento - 12

12 Dicembre

La leggenda delle Palle di Natale

A Betlemme c'era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per Gesù.
Così egli andò dal Bambino e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere.
E lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull'albero di Natale appendiamo le palline colorate:
per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.


Se vuoi cantare...
 ** Let it Snow ** 

Oh the weather outside is frightful
But the fire is so delightful
And since we've no place to go
Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

It doesn't show signs of stopping
And I've bought some corn for popping
The lights are turned way down low
Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

When we finally kiss goodnight
How I'll hate going out in the storm!
But if you'll really hold me tight
All the way home I'll be warm

The fire is slowly dying
And, my dear, we're still goodbying
But as long as you love me so
Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

11 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 11

11 Dicembre

Bianco Natale 
Canta tu:oppure Ascolta:

Quel lieve tuo candor, neve,
discende lieto nel mio cuor.
Nella Notte Santa il cuor esulta
d'amor, è Natale ancor.

E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.

Oh...oh oh oh oh

E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.
 

10 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 10



10 Dicembre  
Il mago di Natale  
di Gianni Rodari 

S'io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata...
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare? 

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

09 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 9


9 Dicembre

Abbiamo fatto l'albero!

08 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 8


8 Dicembre

     Jingle Bell Rock 


Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock
Jingle bells swing and jingle bells ring
Snowing and blowing up bushels of fun
Now the jingle hop has begun

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock
Jingle bells chime in jingle bell time
Dancing and prancing in Jingle Bell Square
In the frosty air.

What a bright time, it's the right time
To rock the night away
Jingle bell time is a swell time
To go gliding in a one-horse sleigh

Giddy-up jingle horse, pick up your feet
Jingle around the clock
Mix and a-mingle in the jingling feet
That's the jingle bell, That's the jingle bell, That's the jingle bell rock.

Le campane suonano, oscillano e tintinnano, nevicando e facendo esplodere grandi quantità di divertimento, adesso il motivetto è iniziato. Le campane suonano, si accordano con il tempo del tintinnio, ballando e saltellando nella piazza del tintinnio, nell'aria gelida. Che tempo vivace, è il tempo giusto, per far passare la notte suonando, il tempo del tintinnio è un tempo alla moda, per scivolare su una slitta trainata da un cavallo."arri"! cavallo del tintinnio, alza i tuoi piedi, tintinna attorno all'orologio, le campane suonano...

07 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 7


7 Dicembre




06 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 6


6 Dicembre


04 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 5


5 Dicembre

 
Gesù viene per tutti, anche 
per noi animali, e io 
sto andando da lui...

Calendario dell'Avvento - 4


4 Dicembre





Una parola amica 
è come acqua fresca 
per un cuore un po' triste

02 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento - 3


3 Dicembre

"Gloria in excelsis deo"





clicca su play e aspetta qualche secondo...

Calendario dell'Avvento - 2


2 Dicembre


Ecco una bella notizia,
una grande gioia
per tutti gli uomini.

01 dicembre, 2009

Calendario dell'Avvento -1

1 Dicembre


Viene la luce
del mondo,
che scaccia il buio 
e la paura.

29 novembre, 2009

Storia: studiare le civiltà

Oggi stavo facendo una ricerca sulle Civiltà antiche e ho trovato in Internet un sito bellissimo per imparare tante cose utili su Egiziani, Fenici, Sumeri, eccetera.

E' un gioco molto divertente, provate anche voi!
Si chiama "Rino nella storia" e lo trovate all'indirizzo:

http://www.pianetascuola.it/risorse/media/primaria/adozionali/rino_storia/start.htm

Fatemi sapere se mi è piaciuto...

Winnie the Pooh... verso Natale

Per il mio amico Pietro

27 novembre, 2009

Il Natale si avvicina

A proposito di Natale...

Il Mondo di Patty (Laura Esquivel)

Questo video è per le mie amiche Lucrezia e Giulia

26 novembre, 2009

Che giornata, ieri!

Ieri sono uscita prima da scuola perché dovevo fare una visita, dopo quando sono tornata a casa ho visto papà che stava ripulendo la cantina allora io mi sono offerta volontaria per aiutarlo, ma poi... CHE FATICA! Però mi sono anche divertita un sacco!!!

Mi mancava solo il cappello... ero abbigliata come un muratore: avevo un giubbotto, i guanti, degli scarponi (molto comodi), il carrello per trasportare gli oggetti e il montacarichi (l'ascensore).
Con il carrello trasportavo mattonelle, scatole piene di addobbi di Natale, vecchi libri, cose da buttare.
Diario mio, beato te che stai tutto il giorno a riposare pieno pieno di parole, a gambe per aria a leggere le mie lettere!!!

Susanna (la tua scrittrice)
---------------
Volete dirmi la vostra?
Bene allora cominciamo!

Cercate il sondaggio dal titolo "FACCENDE DOMESTICHE" nella barra laterale (qui a destra) e votate!
E poi... commentate!

23 novembre, 2009

Fantasia

Un racconto fantastico

- Prima puntata -

L’Albero e la Roccia

Un giorno, a Fantasia, una piccola cittadina di montagna, un nonno raccontava ai suoi nipotini la storia di un ragazzo che aveva circa nove anni e che aveva attraversato i confini di Fantasia senza il permesso.

“Cari nipotini miei, ora vi racconto la storia di un giovane che aveva superato le 3 prove che dividono Fantasia dagli altri regni…”

C’era una volta, a Fantasia, un giovane che stava giocando con dei ramoscelli e con delle foglie.
Si chiamava Ruby, e faceva collezione di piccole rocce.
Ad un tratto, girandosi, vide i confini del regno di Fantasia e si chiese:
“Che cosa ci potrebbe essere dietro quella rete? Be’, se non lo so, vale la pena scoprirlo. Che cosa potrebbe esserci di tanto pericoloso?!”. E si avviò.
Si avvicinò alla rete. Quando la sorpassò, si accorse che davanti di lui c’era il vuoto. Allora si mise paura e cercò di tornare indietro, ma non ci riuscì perché ora, dietro di sé, non vedeva più la rete (anche se c’era), ma vedeva il vuoto, perché un muro invisibile gli impediva di tornare indietro. Allora disse:
“Se non posso tornare indietro è più sicuro se vado avanti”.
Dopo qualche ora giunse ad una roccia grandissima e ad un albero pieno di mele.
La leggenda narra che la prima prova era da superare con l’intelligenza.
La roccia si mosse e parlò al ragazzo (nel regno di Fantasia parlavano anche le rocce, e quindi il ragazzo non si sorprese…):
“Ragazzo, come mai sei qui?”, chiese la roccia.
Il ragazzo gli rispose: “Mi sono chiesto cosa ci fosse oltre i confini di Fantasia e ho superato la rete. Poi però non sono più riuscito a tornare indietro, e sono andato avanti”.
La roccia annuì. Poi rispose: “Ragazzo, la mossa che hai fatto richiede molto coraggio. Per ritornare nel tuo paese o uscire da questo luogo tra una città e un’altra, dovrai superare tre prove. La prima si basa sull’intelligenza. Vedi quest’albero di mele? Dovrai sceglierne una, e rispondere alla domanda che ti farà”.
Il ragazzo, molto timido, pensò di scegliere quella più bassa (più facile da raggiungere), ma poi si ricordò che la prova si basava sull’intelligenza, non sulle proprie emozioni, quindi scelse quella più alta. Sulla mela comparve una domanda.
“Aspetta” disse la roccia, “se sceglierai la mela giusta, questa ti porterà direttamente alla terza prova. Se sceglierai quella sbagliata, dovrai affrontare tutte e tre le prove da capo. Ma sta attento: se scegli la mela velenosa, sarai imprigionato qui per sempre”.
La frase che comparve sulla mela fu la seguente:
“Questa mela non è velenosa, ma è molto difficoltosa: se tu la zucca troverai, tagliarla tu dovrai”.
Il ragazzo pensò al significato sbagliato della parola “zucca”, cioè alla sua testa. Poi capì che si riferiva all’ortaggio.
Nel frattempo la roccia disse: “Hai una scadenza di tempo! Fra 1 ora e 2 secondi dovrai aver finito”.
Il ragazzo rifletté bene.
Si era ricordato che, quando stava giocando con i ramoscelli, un bambino lo aveva chiamato e gli aveva detto: “Ruby, per favore, vieni ad aiutarmi a tagliare la zucca?”.
E poi gli aveva dato un pezzo di roccia, dicendogli che gli sarebbe servito per la sua collezione. Ruby lo aveva ringraziato e aveva riposto il sassolino in tasca.
Il bambino, quindi, andò a vedere sopra la Grande Roccia…

- fine prima parte -

12 novembre, 2009

C'era una volta una gatta...

di Susanna G.

Un nuovo mondo
in un sogno
insignificante
ma importante.
Nello spazio
la gatta vola,
leggera come
una piuma
tra i pianeti
colorati e
le stelle luminose.

06 maggio, 2009

Sogni

di Susanna G.
C'era una volta una strega
che sognava di andare in bottega
C'era una volta un mago
che sognava di cucire con l'ago
C'era una volta un gelato
che sognava di essere salato.

16 marzo, 2009

Il movimento


di Susanna G.
Il movimento corre veloce
non esattamente come la mia voce.
Il mio corpo salta più in alto
brillante e luccicante come uno smalto
Le mie mani sono gelate
come veloci cascate
I miei piedi vanno sciando
e io non sto ballando.

La mente

di Susanna G.
 
La mente è molto leggera
ma i pensieri che la circondano
possono essere pesanti.

Ma la pesantezza può essere in due modi:
emozioni, arrabbiature.

Le emozioni vanno direttamente
nel cuore
mentre le arrabbiature possono trafiggere il cuore
spazzando via le tue emozioni
e anche scappare via.

Se ti trafiggono il cuore
inizia il combattimento
tra: l'odio e l'amore.

E mi raccomando,
mettetecela tutta!!!

02 gennaio, 2009

Realtà e fantasia

di Susanna G. 
 
Tra le meraviglie del mondo
se guardi nel tuo cuore profondo
trovi un fondo, un fondo di mille realtà.

Nei fiumi o negli stagni
non è pieno di ragni.
Però qualche ragnetto
vaga ancora per il tetto.

Al Polo Nord quanto freddo fa
ma regna sovrana ancora la libertà.

Visto? grandi e piccini,
alla realtà siamo vicini.

Un mondo nuovo

di Susanna G.
 
Oh, amica mia
mi accompagni fino ad una via
Una via di arcobaleni
dove tutti possono essere sereni
Piante, foglie, fiori
di più di mille colori.

Oh, amica mia
sei la più dolce che ci sia
In questo mondo prima o poi verrai
e tante cose scoprirai.

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